Syberia

Comporre musica per me nn è mai stato uno sfoggio di virtuosismo, un narcisistico egocentrismo o un obiettivo finale. Comporre musica sin da quando ero bambino per me significa rendere reali le mie emozioni e raccontarle, dargli una forma materiale per quanto possibile, un volto che renda possibile il ponte fra questa realtà e l'altra, più oscura e impercettibile, imperscrutabile. Da sempre l'ostacolo più arduo è stato abbattere il muro della razionalità e far credere anche ai più scettici che sì, possiamo tuffarci in un altra dimensione, quella onirica dove tutto è possibile, e goderne dei frutti. Se ci crediamo davvero esisterà e prenderà vita, che importa se in questo mondo o nella testa? Lo spirito può avere anzi ha un suo mondo, basta liberarlo e lasciarlo andare lì. Solo cosi potremo vivere un altra vita, parallela, fantastica. E i Syberia sono un altra vita... in un altra galassia lontana anni luce da qui eppure raggiungibile. È come una specie di magia, non possiamo farci troppe domande; non sempre c'è una risposta a tutto. Chiudi gli occhi quindi, respira a fondo e abbandonati ai tuoi sogni, a quelle luci che avanzano dalla mente. E che il viaggio cominci.
Quando tutti avranno compreso allora sì! ...il mio lavoro sarà compiuto. E i Syberia saranno eterni, non solo per me ma per tutti poiché Syberia non è un nome d'uomo ma un totem che ha accettato l'onere di questo compito. Una volta che ognuno avrà trovato e accettato il proprio saremo liberi di poter ululare al cielo e spezzare le catene.

Jan Filipovic, 2018